Le barriere fermaneve a rete proposte da Geoprotection rispettano i parametri dettati dell’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe di Davos.
Vengono posate in zone impervie e poco visibili, prive di vegetazione, hanno un minimo impatto ambientale essendo poco visibili; hanno anche la funzione di paramassi durante la stagione estiva, grazie alla loro struttura elastica.
Il principio di funzionamento è molto semplice: i pannelli di rete triangolare accoppiati in modo modulare formano una superficie omogenea di lunghezza variabile, di solito non superiore ai 50/60 m anche per consentire passaggi a persone o animali, una specie di effetto diga che permette l’accumulo della neve evitando lo scivolamento della massa a valle.
Gli sforzi che il peso della neve esercita vengono assorbiti elasticamente dalla rete e trasmessi agli ancoraggi dai sostegni e dai controventi.
Sono perciò gli ancoraggi, eseguiti in doppia fune spiroidale, a cui bisogna presentare particolari cure e attenzioni durante la fase di perforazione e iniezione.
La struttura portante è costituita da tubolare in acciaio zincato dotato di una serie di passacavi in testa che permettono una regolazione delle funi in base all’inclinazione del pendio; esso appoggia su piastra con giunto sferico, la quale a sua volta è resa solidale al terreno mediante micropalo tirafondi ancorati a plinto in cls.
Tutti i materiali usati sono di primo impiego, certificati e protetti da zincatura contro la corrosione.
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Aggiornato il 21/12/2009
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